Ci giocavo anch’io…

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L’altro giorno ho fatto una piccola ricerca sui giochi e sulla loro evoluzione nel tempo, ovviamente senza nessun particolare intento di approfondimento: in realtà navigavo in un momento di relax sulla spiaggia (forse il termine giusto per descrivere questa particolare attività da “al momento non ho niente di meglio da fare” sarebbe un altro, ma non mi sembra questa la sede adatta per utilizzarlo…).

Che i tempi siano cambiati lo sappiamo, ed è nell’ordine delle cose che le abitudini e i giochi che appassionano i nostri figli siano in gran parte diversi da quelli che impegnavano noi, che ci facevano fare gruppo. Ci sta.

Ora, a dire il vero io non sono mai stata una ragazzina particolarmente incline ai giochi da “tutti assieme appassionatamente”, ho sempre avuto bisogno dei miei momenti di solitudine, anche nel gioco, ma ce n’era uno a cui ogni tanto partecipavo anch’io… il gioco della campana. Chi lo ricorda? Breve promemoria: si disegna con un gesso una sorta di campana formata da quadrati singoli, alternati a quadrati doppi, li numeri da 1 a 10, lanci un sasso nel quadrato numero 1 e inizi il tuo percorso saltando alternativamente su un piede solo o a piedi pari ed evitando proprio il quadrato con il sassolino. Al ritorno prendi il sasso, lo lanci sul quadrato successivo (senza farlo andare sui bordi o fuori, altrimenti salti il turno) e vai avanti.

Gioco in sé geniale: sviluppa la coordinazione, ti impone di contare, ti fa fare movimento e ti diverte in compagnia. Mi è tornato in mente. Ho avuto un breve flash (uno dei miei sì, ormai lo sapete, mi capita spesso, la mia mente è un flashback continuo!) e un po’ mi sono emozionata. Ci giocavo anch’io…

Menuccia

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“Io posso fare cose… Tu puoi fare cose…”

 

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«Io posso fare cose che tu non puoi, tu puoi fare cose che io non posso. Insieme possiamo fare grandi cose».

(Madre Teresa di Calcutta)

Il 26 agosto del 1910 nasceva una donna che ha fatto grandi cose. Il mondo la ricorda come Madre Teresa di Calcutta.

Oggi ci piace iniziare così. Buongiorno e buona domenica a tutti!

Menuccia

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Firenze in 5 #

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Di Firenze, immagino, saprete tutto o quasi. È una meta economicamente sostenibile, è un museo a cielo aperto, è la culla della nostra bella lingua italiana. Per questo motivo ho impiegato oltre un mese a scrivere questi 5 suggerimenti di viaggio.

Per una volta fingo di essere una seria blogger, con tanti di # al seguito prima del mio breve elenco…
E quindi…via!

#5 Santa Maria Novella: piazza e Chiesa che meritano una visita in ogni stagione. Se sotto Natale potrete ammirare mercatini bio, in estate troverete artisti di strada e ritrattisti. Scendendo dal treno a Firenze è obbligatorio passarci davanti. La prossima volta, magari, fermatevi a visitare la meravigliosa Chiesa.

#4 La schiacciata fiorentina. Se l’occhio vuole la sua parte…lo stomaco di più! Io ne ho provate tante negli anni, ma per me la più buona la potete trovare da “L’antico Vinaio”. Da provare assolutamente anche i loro taglieri!

#3 Leggete “La primavera hitleriana” di Montale, che narra l’arrivo di Mussolini e Hitler nel capoluogo fiorentino. Troverete il racconto della bellezza della città prima dello scoppio della II guerra mondiale.

#2 La Sinagoga, una delle più belle d’Italia ed un esempio raro di arte moresca.

#1 Il centro storico tutto intero. Perché Firenze ha la magia di un centro percorribile a piedi, con lo sguardo a cogliere meraviglia, con l’impatto che ancora può trovare profumi di altra epoca, con l’udito teso a cogliere uno dei dialetti più belli della nostra bella Italia

Francesca

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Ascoltando Aretha

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Dunque, è mattina presto (se avessi un gallo lo potrei svegliare io tranquillamente) e vado di corsa – che novità! Per quanto presto metta la sveglia non credo esista un orario in cui il tempo mi basti: in effetti potrei provare a saltare direttamente le ore di sonno, già in verità ridotte a quel minimo indispensabile per capire il giorno seguente quanto meno chi sono e dove sono, e non avere di fronte al resto del mondo che mi circonda quell’aria spaesata da E.T che cerca di telefonare a casa: tuttavia il mio organismo non penso gradirebbe e quindi per il momento manterrò l’abitudine di dormire qualche ora.

Che poi non ho ancora capito se sono io che accumulo sempre troppe cose da fare tutte insieme o sono loro che si accumulano per me (così, per darmi una mano, almeno non perdo tempo ad incolonnarle!).

Ma stamattina ho deciso che cinque minuti me li prendo, un minimo di relax me lo concedo, almeno un attimo prima di iniziare al solito ritmo da treno senza fermate… e con le cuffie nelle orecchie ascolto Aretha Franklin.

Credo lo sappiate tutti ormai. Lei, al secolo Aretha Louise Franklin, ci ha lasciato qualche giorno fa: the Queen of Soul (la regina del Soul) si è spenta a Detroit all’età di 76 anni. Se n’è andata una delle voci più intense e potenti del nostro tempo, con quel timbro particolare e inconfondibile, capace di farti sentire ogni singola nota fin sotto la pelle. Oggi ascolto la sua versione di I say little preyer. Voglio iniziare la giornata così, ascoltando Aretha…

Menuccia

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Giorgio Gaber e quelle canzoni che sono come poesie

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Ci sono canzoni che assomigliano a poesie.

Questa lo è sicuramente. E, se casualmente foste al mare, ascoltarla con un bel tramonto negli occhi.

“[…] Quando sarò capace d’amare

mi piacerebbe un amore

che non avesse

alcun appuntamento col dovere

Un amore senza sensi di colpa

senza alcun rimorso

egoista e naturale come un fiume

che fa il suo corso.

Senza cattive o buone azioni

senza altre strane deviazioni

che se anche il fiume le potesse avere

andrebbe sempre al mare.

Così vorrei amare.”

(Giorgio Gaber, un passo tratto dalla canzone Quando sarò capace d’amare)

Francesca

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Oggi siamo romantici…

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Now I’ve had the time of my life

No, I never felt like this before

Yes I swear it’s the truth

And I Owe it all to you […]”

(Un passo tratto dalla canzone (I’ve had) The time of my life, colonna sonora del film Dirty Dancing)

Chi è della mia generazione quasi sicuramente da adolescente ha visto il film Dirty Dancing almeno una volta nella vita (ma in verità di più, ammettiamolo!) e ricorda senza dubbio Johnny che fa ballare Baby sulle note di (I’ve had) The time of my life.

Il film uscì nelle sale americane nel 1987 proprio nel mese di agosto (il 21 agosto per l’esattezza) e ieri, sempre in agosto, Patrick Swayze – l’attore indimenticato e indimenticabile protagonista di quella pellicola – avrebbe compiuto 66 anni (Patrick Swayze è nato il 18 agosto del 1952 a Houston, ed è morto a Los Angeles il 14 settembre del 2009).

Oggi ci piace ricordarlo così, cantando (I’ve had) The time of my life

Buongiorno e buona domenica a tutti!

Menuccia

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Oggi si va negli States

Continua il nostro viaggio virtuale attraverso le foto inviate dai nostri amici e oggi omaggio le foto che Fabbrizio (non ho sbagliato, si chiama così, Fabbrizio con due “b”) mi ha inviato dagli Stati Uniti. Una immortala il Bryce Canyon nello stato dello Utah, l’altra il Golden Gate Bridge, il ponte di San Francisco. Gocce stupende dall’America oggi! Grazie Fabbrizio!

Menuccia

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Cerco di stare al passo con i tempi…

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Dunque, mi sforzo sempre di essere un bravo genitore (se effettivamente riesco nell’intento non sta a me dirlo, ma diciamo che la buona volontà c’è e ci provo! Come si diceva una volta, la scolara si impegna, anche se, vista la difficoltà della materia, sicuramente può fare di più) e per riuscire al meglio nell’impresa cerco di tenermi aggiornata e di stare al passo con i tempi e soprattutto con ciò che piace a mio figlio.

Già, perché mi hanno spiegato che bisogna conoscere e capire ciò che piace ai nostri figli: lo dicono esperti sicuramente più esperti di me, e in materia di “come si crescono i figli” di professoroni ne trovi in giro quanti ne vuoi, stanno sia in fila alla cassa del supermercato che a quella del bancomat, te li ritrovi vicini di ombrellone e al tavolo accanto in pizzeria, stanno sempre lì, pronti ad aspettarti (ma spuntano fuori da dietro le macchine parcheggiate? O si danno appuntamento tutti insieme con i segnali di fumo? E in alcuni casi mi verrebbe da chiedere “di che fumo si tratta”… Su questo punto devo indagare).

Ammetto che per alcuni aspetti sono un po’ indietro e più che stare al passo mi tocca correre, perché dai videogiochi (su cui sono assolutamente impreparata!) alla musica parliamo due lingue totalmente differenti, e non di rado alcuni termini me li faccio letteralmente tradurre e spiegare. Comunque, come dicevo, mi impegno e in questo costante sforzo spesso quando siamo in giro in macchina di proposito lascio alla radio la musica che piace a lui, che in fondo non dispiace neanche a me, anche se mi rendo conto che ascolterei più volentieri tutt’altro genere e capisco che probabilmente ci sta che i gusti con il tempo cambino.

Ma poi succede che, mentre metti un po’ d’ordine in giro per casa (da dove inizio? C’è l’imbarazzo della scelta!), senti dall’altra stanza una vocina che canticchia una canzone di Vasco Rossi. Mi affaccio e guardo mio figlio: “Eri tu che cantavi?”. “Sì, certo. Questa la conosco e mi piace”. Mi sono quasi commossa. Davanti ad una bella canzone non c’è tempo, né generazione e mi consolo pensando che tutto sommato sto ancora al passo…

Menuccia

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“O Capitano, mio Capitano”…

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“O Capitano! Mio Capitano!”, così ha inizio una celebre poesia di Whitman e questa citazione ricorda inevitabilmente anche uno dei più celebri film con Robin Williams, L’attimo fuggente.

Ieri è stato l’anniversario della sua morte (Robin Williams morì l’11 agosto del 2014) e oggi ci piace ricordarlo salendo anche noi simbolicamente su un banco – come i suoi studenti in quell’ultima scena del film – e chiamandolo ad alta voce: “O Capitano, mio Capitano”…

Buongiorno e buona domenica a tutti!

Menuccia

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E oggi immagini dall’isola di Minorca…Olè

Oggi “Gocce di vacanza” si sposta nelle isole Baleari e più esattamente a Minorca, perché è lì che ha trascorso alcuni giorni Francesca (è proprio lei sì, la persona eccezionale con cui ho l’onore di scrivere su questo blog!) e ha fotografato angoli di bellezza da condividere insieme. Belle foto amica mia!

Menuccia

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