Oggi citiamo… “Le Memorie di Adriano”

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Dopo settimane in cui vi ho suggerito e ci siamo regalati poesie, torno a porre lo sguardo su una scrittrice che amo molto.

E questo suo libro è uno dei capolavori della letteratura, che non deludono mai.

“Il vero luogo natio è quello dove per la prima volta si è posato uno sguardo consapevole su se stessi: la mia prima patria sono stati i libri”.

(Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano)

Francesca

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È la giornata nazionale del camminare

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Un proverbio cinese recita così:

“Il segreto per vivere a lungo è: mangiare la metà, camminare il doppio, ridere il triplo e amare senza misura”.

Stamattina ho cercato di seguire almeno uno di questi consigli e al contempo ho provato ad onorare la giornata nazionale del camminare: quindi sono uscita in tenuta ginnica, occhiali da sole, musica nelle orecchie e vista mare negli occhi.

Detto questo, non so con certezza se gli altri precetti di questo proverbio cinese consentano realmente di vivere a lungo, ma in cuor mio credo che aiutino a vivere bene…

Oggi ci piace iniziare così. Buongiorno e buona domenica a tutti!

Menuccia

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Non si lascia indietro nessuno…

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Qualche giorno fa ho visto il video di una competizione sportiva, non per intero, sono onesta, solo l’ultimo giro: e credo che come me l’abbiano visto e rivisto in molti. È stata una di quelle competizioni che si ricorderanno sugli annali e di cui qualcuno metterà da parte un ritaglio di giornale.

Lo scenario è Doha, in Qatar, dove sono in corso in questi giorni i mondiali di atletica. Parliamo delle qualificazioni dei 5000 metri maschili. Jonathan Busby, atleta di Aruba, pantaloncini blu e maglietta gialla, è sfinito: si intuisce chiaramente che probabilmente non riuscirà a terminare la sua gara. Dietro di lui arriva Suncar Dabo, pantaloncini neri e maglietta rossa, gareggia per la Guinea Bissau. Dabo potrebbe superare Busby, ma non lo supera, fa un’altra scelta (perché la vita è fatta costantemente di scelte): lo affianca, gli prende il braccio, lo sorregge fino alla meta. Inutile dire quanto mi sono emozionata. Arrivano alla fine della corsa, arrivano insieme, perché tutti possiamo arrivare al traguardo, perché non si lascia indietro nessuno…

Menuccia

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L’incomprensione e la comprensione…

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I versi di oggi mi sono stati suggeriti dal mio amico Alessandro, che ci ha tenuto a precisare di averli utilizzati per conquistare una ragazza…

A lui hanno portato fortuna, chissà che non possa accadere lo stesso a voi.

Non capirsi è terribile
non capirsi e abbracciarsi,
ma benché sembri strano,
è altrettanto terribile
capirsi totalmente.

In un modo o nell’altro ci feriamo.
Ed io, precocemente illuminato,
la tenera tua anima non voglio
mortificare con l’incomprensione,
né con la comprensione uccidere
”.

(Evgenij A. Evtušenko, Poesie d’amore).

Francesca

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“Ascoltami come chi ascolta piovere”

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E torna l’autunno, ricominciano gli usuali ritmi di vita, i miei tè di pomeriggio e le costanti poesie.

Questa è una di quelle che amo di più.

Ascoltami come chi ascolta piovere,
né attenta né distratta,
passi lievi, pioviggine,
acqua che è aria, aria che è tempo,
il giorno non finisce di andarsene,
la notte non arriva ancora,
figure della nebbia
al voltare l’angolo,
figure del tempo
nell’ansa di questa pausa,
ascoltami come chi ascolta piovere,
senza ascoltarmi, ascoltando ciò che dico
con gli occhi aperti verso dentro,
addormentata con i cinque sensi svegli,
piove, passi lievi, rumore di sillabe,
aria e acqua, parole che non pesano:

ciò che fummo e siamo,
i giorni e gli anni, questo istante,
tempo senza peso, pesantezza enorme,
ascoltami come chi ascolta piovere,
lampeggia l’asfalto umido,
il vapore si alza e cammina,
la notte si apre e mi guarda,
sei tu e il tuo sembiante di vapore,
tu e il tuo volto di notte,
tu e i tuoi capelli, lento lampo,
attraversi la strada ed entri nella mia fronte,
passi d’acqua sopra le mie palpebre,
ascoltami come chi ascolta piovere,
l’asfalto lampeggia, tu attraversi la strada,
è la nebbia errante nella notte,
è la notte addormentata nel tuo letto,
è l’ondeggiare del tuo respiro,
le tue dita d’acqua bagnano la mia fronte,
le tue dita di fiamma bruciano i miei occhi,
le tue dita d’aria aprono le palpebre del tempo,
sgorgare di apparizioni e resurrezioni,
ascoltami come chi ascolta piovere,
passano gli anni, ritornano gli istanti,
senti i tuoi passi nella stanza vicina?

non qui né là: li ascolti
in un altro tempo che è proprio ora,
ascolta i passi del tempo
inventore di spazi senza peso né luogo,
ascolta la pioggia scorrere per la terrazza,
la notte è ormai più notte fra gli alberi,
fra le foglie si è annidato il fulmine,
vago giardino alla deriva
– entra, la tua ombra copre questa pagina
”.

(Octavio Paz, Ascoltami da Il fuoco di ogni giorno).

Francesca

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Buon inizio… a inizio inoltrato

La scuola è ormai iniziata per tutti da qualche giorno e, sebbene con un po’ di ritardo, colgo l’occasione per augurare un buon inizio d’anno a tutti i nostri studenti (ho anch’io un ometto a casa che la mattina mette lo zaino in spalla con libri e quaderni!): auguro a tutti di iniziare con il piede giusto, quello della buona volontà. Gli anni della scuola sono insostituibili e arriverà il momento in cui forse rimpiangerete questi giorni spensierati (nonostante i compiti e le interrogazioni!). E poi lo studio fa bene all’anima. Diceva Aristotele: «La cultura è il miglior viatico per la vecchiaia».

Oggi ci piace iniziare così, con una piccola paternale mattutina… Buongiorno e buona domenica a tutti!

Menuccia

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In ricordo di Oriana Fallaci

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«La vita ha 4 sensi: amare, soffrire, lottare e vincere. Chi ama soffre, chi soffre lotta, chi lotta vince. Ama molto, soffri poco, lotta tanto, vinci sempre».

(Oriana Fallaci)

Il 15 settembre del 2006 moriva Oriana Fallaci e anche quest’anno voglio ricordarla con una sua citazione.

Oggi ci piace iniziare così! Buongiorno a tutti!

Menuccia

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Ricerche mattutine

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L’altra sera mio figlio se n’è uscito così: “Sai mamma, credo che ci siano solo due giorni nella vita che probabilmente non durano 24 ore: quello in cui si nasce e quello in cui si muore”.

Capite bene che stamattina sono alla ricerca del dove, come e quando lo abbia letto, perché se fosse tutta farina del suo sacco vorrebbe dire che non abbiamo ancora superato la fase del “vecchio saggio esci dal corpo di un ragazzino!”.

Oggi ci piace iniziare così, alle prese con ricerche e riflessioni… Buongiorno e buona domenica a tutti!

Menuccia

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La lista della spesa ed Umberto Eco

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Ora che si è perso l’uso di scrivere lettere, cartoline e perfino biglietti di auguri, è rimasto comunque qualcosa che puntualmente scriviamo tutti: la lista della spesa.

Spesso per lasciarla poi sul tavolo in cucina o perderla in borsa… ma questa è un’altra storia!

Mi affido alle parole di chi ne sa più di me anche su questo elenco di acquisti…

«C’è una sola cosa che si scrive solo per se stesso, ed è la lista della spesa. Serve a ricordarti che cosa devi comperare, e quando hai comperato puoi distruggerla perché non serve a nessun altro. Ogni altra cosa che scrivi, la scrivi per dire qualcosa a qualcuno».

(Umberto Eco)

 

Francesca

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