Oggi mente serena…

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Scriveva Orazio: «Aequam memento servare mentem».

(Ricordati di mantenere la mente serena)

“Mantenere la mente serena” mi sembra un ottimo proposito e per questa giornata voglio provare a seguirlo!

Oggi ci piace iniziare così. Buongiorno e buona domenica a tutti!

Menuccia

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“Qualcuno che ti viene incontro, qualcuno che ti viene addosso e qualcuno che ti supera”

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La nostra rubrica “Aforismi all’ora del tè”, complice il caldo estivo, ci saluta e tornerà quando la mia bevanda pomeridiana preferita sarà di nuovo il must di stagione…

Da oggi inauguriamo, quindi, le nostre “Citazioni sulla sabbia”, le frasi che in un tempo breve, come l’andirivieni delle onde, ci dicano tanto, ci dicano tutto.

Oggi ho scelto un’affermazione di un attore che tanto amo, un interprete per me davvero raro.

«[…] A 20 anni affronti la vita a senso unico. Corri in salita o in discesa, ma verso un’unica direzione. Poi il tempo passa e capisci che la strada non è un senso unico, ma ha almeno due corsie. E che esiste quindi qualcuno che ti viene incontro, qualcuno che ti viene addosso e qualcuno che ti supera».

(Sergio Castellitto)

Francesca

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Oggi condivido una sensazione…

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Qualcuno di voi ha presente quegli attimi in cui all’improvviso ti capita di sentire un profumo, o meglio no, un odore, che ti riporta alla mente una scena, un momento, o più in generale un periodo della vita? Quando non puoi fare a meno di annusare l’aria che ti circonda perché ha in sé il ricordo del ricordo di un ricordo accantonato nella memoria, che non è stato mai cancellato né dimenticato, ma che rimane lì, latente, come se fosse sott’acqua in perenne apnea, pronto alla prima occasione a venire in superficie per prendere aria e respirare? Ecco, a me è successo ieri, nel tardo pomeriggio di una giornata di luglio trascorsa sulla spiaggia.

La cosa strana è che ero lì da ore, ma in mezzo alla confusione degli odori di tanti corpi stesi al sole (più il mio come sempre steso all’ombra) non ho sentito niente; poi la spiaggia si è svuotata e io sono rimasta lì, sotto l’ombrellone, intenta a non abbronzarmi (lo dico con una punta di acidità e rassegnazione: a quanto pare la mia pelle è restia a prendere colore e ormai me ne sono fatta una ragione, quindi tanto vale godermi il fresco!) e l’ho sentito. Ho sentito l’odore del mare, ma non un odore qualunque, non quello che sento la mattina quando vado a camminare, no: era l’odore del mare delle vacanze estive di quand’ero bambina. Un odore che sentivo nell’asciugamano, sulla pelle, sul costume bagnato; che mi ricorda un salvagente a forma di papera (ma che forse nelle intenzioni voleva essere un cigno), il viso di mia madre, una cena con la finestra aperta… un odore meraviglioso che mi invade la testa, insieme ad immagini: immagini di bocche che chiacchierano nelle sere d’estate davanti al portone di mia nonna, della colazione con latte e biscotti la mattina presto (perché in vacanza non volevo dormire) e del mare… un mare d’acqua che ricordo sempre fredda e di un blu intenso, e che a volte mi manca.

Menuccia

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Una lezione di civiltà…

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Buongiorno a tutti! Sono certa che molti di voi avranno sentito nei giorni scorsi la notizia dei giocatori del Giappone che alla fine della partita con cui sono stati eliminati dai mondiali di calcio – partita giocata con il Belgio – hanno pulito lo spogliatoio prima di andare via (seguiti dai propri tifosi che hanno pulito lo stadio) e hanno lasciato un biglietto con su scritto “grazie” in russo. Grande squadra nipponica e grandi i suoi tifosi!

A loro voglio dedicare il buongiorno di oggi e una frase di Nelson Mandela: «L’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo».

Oggi ci piace iniziare così. Buona domenica a tutti!

Menuccia

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“Mi sento diffuso in un bacio che mi consuma…”

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Piccola premessa: non amo le giornate celebrative! Ma ieri in tutto il mondo ci si è ricordati dell’importanza del bacio. Che sia il primo o quello d’addio, che sia passionale o solo un segno d’affetto, che sia la manifestazione di una profonda attrazione o il perfetto mix con un abbraccio, il bacio è.

Ed allora mi affido alle parole di un poeta che davvero non ha bisogno di presentazioni.

Sto
addossato a un tumulo
di fieno bronzato
Un acre spasimo
scoppia e brulica

dai solchi grassi
Ben nato mi sento
di gente di terra
Mi sento negli occhi
attenti alle fasi

del cielo
dell’uomo rugato
come la scorza
dei gelsi che pota
Mi sento

nei visi infantili
come un frutto rosato
rovente
fra gli alberi spogli
Come una nuvola

mi filtro
nel sole
Mi sento diffuso
in un bacio
che mi consuma

e mi calma
Mi sento la febbre
di questa
piena di luce
Accolgo questa
giornata come

il frutto che si addolcisce
Avrò
stanotte
un rimorso come un
latrato
perso nel
deserto
”.

(Giuseppe Ungaretti, Trasfigurazione)

Francesca

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Una scena di questi mondiali mi è piaciuta…

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Dunque, in questi giorni stiamo vedendo un film che forse molti di noi non avrebbero mai voluto vedere: gli altri che giocano ai mondiali e noi a casa a guardare. Anch’io, che di norma non sono una grande appassionata di calcio, ammetto di aver vissuto l’inizio di questa competizione con una certa amarezza e ricordo con nostalgia tutta l’attesa e la preparazione psicologica (accompagnata dalla preparazione di panini, bibite e pizza!) che nei decenni precedenti preannunciava a casa mia l’inizio dei campionati di calcio più famosi del mondo (e sono certa che se ora qualcuno della mia famiglia mi sta leggendo è pronto a ricordare anche la mia conseguente trasformazione occasionale in scimmia urlatrice ad ogni traversa presa dai nostri o ad ogni passaggio perso!).

Purtroppo per quest’anno è andata così e rammaricarsi a oltranza non credo possa produrre effetti benefici o consolatori, per cui me ne sono fatta una ragione e, ormai rassegnata agli eventi, confesso di aver seguito anch’io negli ultimi giorni alcune partite (ma in religioso silenzio): alcune a dire il vero con gli occhi chiusi già all’inizio del secondo tempo, altre le ho onorate della mia presenza vigile (evento per me rarissimo davanti alla televisione di sera) fino alla fine. Tra queste fortunate elette c’è stata la partita tra l’Uruguay e il Portogallo. Non sto lì a fare commenti calcistici da finta esperta che non sono, perché di calcio ne capisco veramente poco, però devo assolutamente citare la scena di Ronaldo che sostiene e accompagna Cavani infortunato fuori dal campo: da applauso a scena aperta. Sono rimasta lì a guardare ammirata, con l’espressione di quando al cinema rimani lì seduta davanti ai titoli di coda e non vorresti ancora andare via perché il film ti è piaciuto davvero tanto: ecco, questa scena mi è piaciuta davvero tanto, l’ennesima occasione per dire quanto lo sport possa essere anche un modo per dare un buon esempio…

Menuccia

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È arrivata l’estate…

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«Pomeriggio d’estate; per me queste sono sempre state le due parole più belle nella mia lingua».

(Henry James)

Personalmente della mia lingua amo molte parole, e tra queste ci sto ad inserire anche “pomeriggio d’estate”. Per l’occasione vi mostro un panorama di qualche pomeriggio fa. Lo adoro!

Oggi ci piace iniziare così. Buongiorno e buona mattina d’estate a tutti!

Menuccia

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Si può essere felici compiendo atti ingiusti?

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«Saresti capace di vivere felicemente se continuassi a fare cose che dentro di te sai essere non giuste? Ci sono molte persone che continuano a rubare, a mentire, a parlar male degli altri. Anche loro sanno che non è giusto, o perlomeno che è scorretto. Ma tu credi che questo li renda felici?»

(Jostein Gaarder – Il mondo di Sofia)

Questo romanzo, che ebbe un successo mondiale, ebbe il merito di diffondere la storia del pensiero filosofico, principalmente quello europeo.

Rese di nuovo di moda concetti come l’etica, l’atarassia, il cinismo, l’epicureismo, termini della lingua italiana mutuati dalla filosofia, spesso con significato approssimativo.

Perché ho scelto proprio oggi di parlare di morale?

Perché dovrei scrivere proprio oggi di giusto ed ingiusto?

Questo blog, volutamente, è il racconto degli interessi, degli sguardi, dei pensieri di una mia amica e miei.

Ma si chiama “I nostri occhi sul mondo” proprio perché lei ed io abbiamo un’opinione più o meno su tutto molto simile, anche se apparentemente siamo caratterialmente differenti.

Entrambe, però, crediamo fortemente nella giustizia e nella solidarietà.

Ed è questa la riflessione che vi chiediamo oggi: si può essere felici compiendo un atto ingiusto?

Francesca

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Ciao Koko…

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Alcuni giorni fa, il 19 giugno per l’esattezza, è morta Koko, un bellissimo esemplare di gorilla femmina noto in tutto il modo per avere imparato il linguaggio dei segni. Si è spenta nella riserva della Gorilla Foundation, in California, dove ha vissuto per gran parte della sua vita.

Oggetto di studio per il suo quoziente intellettivo alto (tra 75 e 90, ho letto), per la sua capacità di comunicare con i segni (un linguaggio semplificato che le consentiva di esprimere a gesti circa 1000 parole inglesi e appreso grazie alla dottoressa Francine Patterson), Koko è stata una star – forse inconsapevole – per tutta la sua vita: due copertine del National Geographic, quell’amore quasi materno per gatti, e l’incontro con Robin Williams (si racconta che quando apprese della sua morte abbia espresso a gesti la parola “piangere” e abbia inclinato la testa).

Non sono uno scienziato e non so onestamente quanto sia importante capire se un gorilla assomiglia o meno ad un uomo e in che misura: so che quel gorilla, nella sua unicità di essere vivente, mi ha colpita. Perché conosceva i segni? Perché riconosceva le parole? La mia simpatia per Koko va oltre: mi piaceva perché quel gorilla è riuscito a dimostrare a gesti cos’è l’empatia, quella capacità di creare un filo emotivo che lega lo sguardo di due essere viventi, pur nella loro diversità. È lei che lo ha insegnato a noi, che viviamo in un’epoca in cui non ci guardiamo negli occhi ma ci inviamo dei selfie; che non abbiamo necessità di segni per dire ciò che proviamo, perché abbondiamo di emoticon che lo dicono per noi; che spesso non riusciamo ad esprimerci bene né a gesti né a parole per il timore di essere fraintesi… e poi scopriamo osservando un gorilla che capirsi, in realtà, è una cosa semplice. Grazie Koko!

Menuccia

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Siamo nati tutti un po’ artisti, dunque…

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«Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi».

(Pablo Picasso)

Così diceva uno dei più grandi artisti del ’900, Pablo Ruiz y Picasso, più noto come Pablo Picasso. A proposito, il 24 giugno del 1901 si teneva a Parigi la sua prima mostra: ho letto che furono venduti diversi quadri di quel giovane pittore, all’epoca solo ventenne, ma a prezzi bassissimi. Alcuni dei suoi dipinti oggi valgono milioni.

Oggi ci piace iniziare così. Buongiorno e buona domenica a tutti, artisti e non!

Menuccia

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